La luce pensata per la villa in Sardegna
La luce per questa villa in Sardegna è, prima di tutto, un elogio all’ombra, alla penombra e al buio, intesi non come assenza, ma come materia progettuale. Qui la luce non “riempie” lo spazio lo scolpisce e lo fa soprattutto attraverso ciò che lascia in ombra. Il mistero è la scoperta sono stati gli obiettivi del progetto, anzi del racconto.
Il progetto come disegno di ombre
L’intero progetto di illuminazione nasce dal disegno delle ombre con luci controllate e tagli netti che, sera dopo sera, costruiscono sulle superfici trame sempre diverse. Le pareti, i setti, la vegetazione, le pietre diventano un palcoscenico su cui le ombre si allungano e si accorciano, si intrecciano, rivelano texture e profondità, generano “grafismi” nuovi, accattivanti, mai ripetuti.
È un racconto in evoluzione non una scena fissa, ma un linguaggio che cambia con i punti di vista, con i percorsi, con il tempo.
Scene luminose: il parco come esperienza immersiva
Una serie di scene luminose guida la lettura del parco e trasforma l’esterno in un’esperienza immersiva con scene più intime e rarefatte per il relax, accenti mirati per segnare i percorsi, momenti più teatrali per valorizzare quinte vegetali e superfici materiche.
La percezione è quella di una rappresentazione quasi teatrale, un ambiente che non si “illumina” soltanto, ma va in scena e ogni sera è diversa, sempre nuova, perché la vera protagonista non è la quantità di luce, ma la sua capacità di generare ombra, mistero e profondità.







