ITTIERRE Holding - Sede Centrale

La Luce come Haute Couture: Quando l’Illuminazione Diventa Esperienza

Ci sono progetti che nascono da una conversazione, da uno sguardo condiviso su ciò che significa “stare bene” e rendere uno spazio bello, elegante, piacevole. Questo è stato uno di quelli.

Tremila metri quadrati nel cuore di una holding che veste i sogni della moda italiana. Quando sono entrato la prima volta, ho capito subito che non avrei potuto trattare questo luogo come un semplice ufficio, qui si respira tessuto, si tocca il colore, si vive la bellezza e l’eleganza ogni giorno. Come poteva la luce essere,  aiutare, non modificare questa bella immagine anzi integrarsi e migliorare?

Ricordo le prime riunioni con il team di progetto, ingegneri che mostravano i loro calcoli illuminotecnici, perfetti, 500 lux qui, 300 là, luminante, abbagliamenti controllati, insomma tutto a norma, tutto preciso. Certo un’azienda con tanti dipendenti deve certamente stare attenta al rispetto della norma, alla sicurezza dei suoi lavoratori, insomma a tutta una serie di norme e regolamenti da rispettare. 

Al termine della loro esposizione calò il silenzio, si girarono tutti verso di me, mi guardavano con occhi curiosi, aspettavano il mio intervento. Io ad essere sincero fui colto un po di sorpresa perché non mi aspettavo che avessero già un progetto di illuminazione che oltretutto funzionava, secondo loro. Così, li tolsi e mi tolsi dall’imbarazzo e chiesi: “scusate, perché mi avete chiamato?”.

La risposta fu: ”vorremmo che tu ci rendessi questi spazi più poetici”.

Mi illuminai in volto, sorrisi, li guardai, aspettai ancora qualche secondo prima di parlare cercando di riflettere su quanto e come dire quello che avevo in mente.

Ecco, tutti quei numeri, esatti, precisi, freddi e cinici, rispondevano benissimo a norme e regolamenti ma forse meno all’uomo. La proprietà mi disse che avrebbe voluto che la luce manifestasse l’identità dell’azienda e restituisse un senso di eleganza che i visitatori, provenienti da ogni parte del mondo potessero avvertire. Si stava parlando dell’immagine dell’azienda, del percepito, di marketing.

Allora iniziai a parlare e ad esprimere il mio punto di vista, proposi di dividere in due il progetto, una zona tecnica di lavoro che avrebbe sicuramente rispettato tutte le norme necessarie e una zona di “rappresentanza “ in cui pensare ad una luce diversa, soprattutto pensare all’ombra.

È stato un lavoro sartoriale, punto dopo punto, cucitura dopo cucitura, abbiamo costruito un abito di luce su misura per questa azienda e per chi abita questi spazi.

C’è una scena che mi porterò sempre con me. Una delle responsabili dello stile, durante il collaudo finale, si è fermata nella hall di ingresso, che precedentemente era ben illuminata e ha detto: “mi sembra di entrare in una galleria d’arte”.

E’ diventato un racconto di luce e ombre fatto con cura e grande attenzione, cercando di volta in volta di trovare i giusti compromessi tra la “norma” e il benessere dell’uomo, legato ai diversi momenti della giornata, alla luce naturale, ai materiali e alle opere contenute al suo interno.

Forse, in un mondo che corre sempre più veloce, sempre più luminoso, sempre più saturo, il vero lusso è proprio questo: la misura giusta, il contrasto morbido, l’ombra che fa risaltare la luce, il TEMPO di vedere.

A volte i progetti più belli nascono quando hai il coraggio di spegnere un interruttore, invece che accenderlo.

Categoria: Corporate

Cliente: Ittierre SPA

Luogo: Isernia

Architetto: Ing. M. Marano

Servizio: Illuminazione interna/esterna

Area:

Lighting design Team: N.Fiorillo, F. Cannata

Fotografo:

Completato: completato

Certificazioni: