La luce che rivela la Basilica di Michelangelo
Una Basilica può essere illuminata e restare invisibile, era questa la sfida a Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma.
All’interno delle Terme di Diocleziano, Michelangelo Buonarroti aveva trasformato un’architettura romana in un luogo di culto senza cancellarne la grandezza. La luce naturale entrava dalle ampie aperture e aiutava a leggere volte, proporzioni e materiali.
Con il calare del giorno, però, quella lettura si indeboliva, i marmi perdevano colore, cappelle e opere erano nell’ombra, il presbiterio e la mensa non avevano la centralità luminosa necessaria alle celebrazioni.
Il problema non riguardava soltanto la visita, perché Santa Maria degli Angeli ospita funzioni solenni ed eventi di Stato, occasioni in cui la Basilica deve accogliere le persone, rendere chiaro il rito ed esprimere la dignità del luogo.
Prima di aggiungere luce, abbiamo osservato quella che c’era
Il progetto è iniziato dalla luce naturale.
Abbiamo studiato come attraversa la Basilica, quali superfici rivela e come cambia la percezione dello spazio durante il giorno. Da questa osservazione è nata la domanda che ha guidato il lavoro: come può la luce artificiale continuare il racconto senza sovrapporsi all’architettura?
Abbiamo applicato il Metodo Cannata partendo dall’ascolto del luogo, abbiamo definito una gerarchia visiva, ciò che deve guidare lo sguardo, ciò che deve acquistare profondità e ciò che può e deve restare in ombra.
La nuova illuminazione rende nuovamente leggibili i colori dei marmi, soprattutto della meravigliosa pavimentazione, i mosaici, le opere e le cappelle. Accompagna lo sguardo verso il presbiterio e restituisce alla mensa la sua centralità. La luce comunica la funzione di ogni spazio nel momento in cui viene vissuto.
Una scena per ogni modo di vivere la Basilica
Chi entra per una visita guarda la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in modo diverso da chi partecipa a una celebrazione. Anche una funzione quotidiana e una cerimonia di Stato chiedono alla luce cose diverse.
Per questo abbiamo progettato scene luminose dedicate. Cambiano intensità e gerarchie per sostenere la contemplazione, la visita, la liturgia e le occasioni solenni.
Le scene si richiamano da un semplice pannello touch. Un sistema di gestione e controllo governa l’intero impianto, consente un intervento immediato e aiuta a programmare la manutenzione preventiva.
La complessità del progetto resta dietro le quinte, per chi gestisce la Basilica, scegliere la luce adatta, adesso, è un gesto semplice e sicuro.
Meno apparecchi, più attenzione a ciò che mostrano
La nuova soluzione impiega il 30% di corpi illuminanti in meno rispetto all'impianto precedente. Ogni posizione, ottica e direzione della luce è stata studiata per svolgere un compito preciso .
I corpi illuminanti hanno una vita utile dichiarata superiore a 130.000 ore. Gli ausiliari elettronici sono facilmente accessibili per gli interventi di manutenzione. In un monumento di questo tipo, progettare la luce significa anche rendere sostenibile la gestione negli anni.
Oggi l’illuminazione è alimentata dall’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici installati sui terrazzi del complesso, che contribuiscono anche all’alimentazione del museo adiacente. Il sole che di giorno rivela l’architettura fornisce così energia alla luce che la accompagna quando quella naturale diminuisce.
Il risultato che cercavamo è stato permettere alle persone di vedere finalmente meglio la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, la sua storia, la sua arte e ciò che accade al suo interno.
Agenzia del Demanio Roma--> Dalla collaborazione con Filippo Cannata di Cannata & Partners nasce un progetto di lighting design per valorizzare immobili storici e opere d’arte come la basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma.
Crediti
Categoria:
Chiese
Cliente:
Agenzia del Demanio Roma
Luogo:
Roma
Servizio:
Illuminazione interna ed esterna
Area:
3.240 mq
Lighting Design Team:
Filippo Cannata, N.Fiorillo, I.Piemonte
Stato:
Completato 2026











