La luce pensata per Piazza del Plebiscito
Piazza del Plebiscito è un luogo “difficile” per definizione, enorme, centralissima, con un valore storico e simbolico fortissimo e, soprattutto, con una scala che non perdona errori.
Illuminare bene quasi 25.000 m² di superficie, nel cuore del centro storico, significa lavorare su tre livelli contemporaneamente: immagine urbana, rispetto del patrimonio e prestazione tecnica e farlo in una piazza che, durante eventi e manifestazioni, arriva a ospitare tra le 20.000/30.000 persone rende la qualità della luce una questione anche di sicurezza e fruibilità.
La sfida: grande area, pochi “gradi di libertà”
La scelta progettuale più delicata e anche più “identitaria” è stata non toccare la disposizione né il numero dei pali esistenti. In un contesto monumentale come questo, mantenere l’impianto nel suo assetto storico è importante, significa evitare un impatto visivo estraneo e rispettare un equilibrio percettivo già consolidato nella memoria della città.
La chiave: ottiche speciali e controllo della luce
Per illuminare un’area così vasta senza moltiplicare i pali, la differenza la fanno le ottiche, la loro precisione e il rapporto lumen watt.
In pratica, non è solo “più luce”, è luce più controllata, più precisa, più elegante.
Tecnologia e manutenzione: lunga vita, costi futuri ridotti
La scelta di corpi illuminanti di ultima generazione, con vita media di 100.000 ore, è stato un passaggio strategico tanto quanto quello estetico. Significa riduzione drastica degli interventi di manutenzione, maggiore continuità di servizio e un investimento che rientra nel tempo non solo per consumi, ma anche per costi operativi evitati.
Un progetto sostenibile e “di immagine”
L’esito finale è un progetto che tiene insieme sostenibilità, avanguardia tecnologica, valorizzazione dell’identità.



