Ponte Belvedere

Ponte Belvedere

La luce come infrastruttura urbana, civile e simbolica

 

Una proposta che interpreta il ponte non come semplice attraversamento, ma come atto urbano di unione, orientamento, identità e rigenerazione.

“Quando parliamo di luce urbana non parliamo di un tema tecnico, ma di una infrastruttura strategica che produce valore. La domanda non è più quanta luce dobbiamo mettere, ma che città vogliamo costruire attraverso la luce.”

 Il Ponte Belvedere a L'Aquila, costruito tra il 1961 e il 1963 è un'infrastruttura cruciale che collega viale Duca degli Abruzzi con via Persichetti, unendo i colli dell'Addolorata e del Belvedere. Realizzato nel 1960, è stato per decenni uno snodo viario essenziale, fino al sisma del 2009 rappresentando una "ferita" nel tessuto urbano. Dopo la chiusura post-sisma 2009 e la successiva demolizione, il nuovo ponte in acciaio si configura come simbolo di rinascita, resilienza e innovazione architettonica per la città.

Oggi rappresenta una Icona della Ricostruzione e Cultura

Il progetto di illuminazione del Ponte Belvedere nasce dalla scelta di trattare il nuovo ponte come un dispositivo urbano capace di unire parti di città, ma anche di riattivare senso di appartenenza, fiducia e desiderabilità. Non si tratta quindi di una semplice illuminazione di un'opera infrastrutturale ma di attribuirle un tono di voce, un carattere e una responsabilità civile.

Il ponte contribuirà a una rigenerazione urbana che non è solo trasformazione fisica degli spazi. Prima di tutto è un processo che riguarda le persone e le comunità che quei luoghi li vivono ogni giorno, per questo la luce è stata immaginata come una voce che racconta la notte, le stagioni e il paesaggio, crea punti di riferimento, orienta con garbo, accoglie ed è attenta alla natura.

Da questa impostazione derivano le scelte progettuali principali quali quella di eliminare i pali previsti nel progetto iniziale sul ponte, integrando una luce più bassa e differenziare le tonalità cromatiche per funzione, tra percorso carrabile, percorsi pedonali, valorizzazione del pilone centrale, degli stralli e del vuoto strutturale, e spegnimento delle luci architettoniche dopo la mezzanotte per rispetto della notte e dell'ambiente.